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mercoledì 20 novembre 2013

Arena dei gladiatori a Milano

Milano Archeologica.
Io non ricordavo questa presenza, eppure è cosi naturale considerando che dopo Roma, Mediolanum era gia' in epoca romana la seconda citta' piu' importante dell'impero, terra di confine tra la societa' civile e quella barbara dei Galli.
Eliminando le distruzioni subite durante le invasioni barbariche spesso gli edifici storici sono scomparsi perché diventavano “cave” di materiali. Anche a Roma successe in un primo tempo la medesima situazione, ma si fermarono prima nel riutilizzare i materiali ( vedi Colosseo ), vuoi per l'abbondanza di marmo, vuoi per buonsenso. Milano aveva uno stupendo anfiteatro romano, sorto nel I secolo d.C., purtroppo a differenza della capitale e Arles ne è rimasto pochissimo. Doveva contenere all'incirca 15-20000 spettatori, per dovere di cronaca l'arena di Verona 30-35000..
Eretto tra il II e il III secolo fuori le mura, in una posizione strategica rispetto ad importanti vie di comunicazione dirette a Sud-Ovest, doveva essere tra i più grandi edifici del genere (lungo 155 m e largo 125 m). L'edificio fu abbandonato nei primi secoli del Cristianesimo e utilizzato come cava di materiali edili già tra il IV secolo e il V secolo, non necessariamente per volontà di distruzione, ma probabilmente solo per disuso dell'edificio, considerata anche la rarità della pietra a Milano ( vedi sopra ). L'anfiteatro venne demolito durante un attacco dei barbari alla città di Mediolanum, si suppone durante la guerra gotica, nel 539. Il parco archeologico si estende nell’area in cui sono stati portati alla luce tratti delle fondamenta di 7 muri radiali dell’Arena. I primi scavi furono condotti nel 1936 dall’archeologa Alda Levi, cui è dedicato l’Antiquarium annesso al parco. Esso comprende due sale in cui viene illustrata l’evoluzione del quartiere in cui sorgeva l’anfiteatro e la storia e le caratteristiche degli anfiteatri romani, compresi gli spettacoli che vi si svolgevano. Pezzo interessante del museo è la Stele Funeraria del gladiatore Urbico.


Lapide conservata nelle Civiche Raccolte Archeologiche di Milano - Urbico



Fonte T.C.I. - anfiteatro in Milano

A PROPOSITO DI URBICO ..
DM/Urbico secutori primo palo/natione fiorentino qui pugnavit (terdecies)/vixit annos (duos et viginti)/Olympias filia quem reliquit mesi (quinque) et Fortunensis filiae et Lauricia uxor/marito bene merenti cum quo vixit annos (septem)/Te moneo ut quis quem vicerit occidat colent Manes amatores ipsius”.
Nella lapide lo si dichiara “secutor primo palo”, che era la qualifica dell’aiutante in prima del doctor, ossia l’addestratore dei gladiatori. Non sappiamo se era un libero o un condannato ai lavori forzati che aveva scelto il combattimento nell’arena. La dotazione di un secutor era costituita da un elmo liscio, un gladio e uno schiniere sulla gamba sinistra; combatteva di solito contro un reziario ( letteralmente l'uomo con la rete o "il combattente con la rete" ). Fiorentino di nascita, nella lapide lo vediamo effigiato con i suoi attributi: l’elmo infilato su un palo, nella mano destra un gladio e nella sinistra uno scudo, mentre il cane potrebbe non essere direttamente collegato ai giochi.
L’ultima frase dell’epitaffio suona come una maledizione, perché Urbico, pur uscito vittorioso da un confronto anche se ferito, venne a tradimento ucciso a soli 22 anni. Comunque sia, l’affetto dei tifosi ha funzionato nei secoli per rendere giustizia a posteriori al loro idolo.
VAE VICTIS !!

2 commenti:

  1. Mi permetta una domanda signor Francesco,dove si troverebbero esattamente le rovine di questo anfiteatro?

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  2. Caro Massimiliano, l’arena per i giochi gladiatori sorgeva fuori dalle mura, poco distante da Porta Ticinese, precisamente visibile per quel poco che resta in via De Amicis 19.

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