Nazca

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giovedì 26 dicembre 2013

Gladiatrici..?!

Onestamente a questo non avevo mai pensato. So che la storia è stata scritta dagli uomini, per ovvi motivi etici eterni  a morire, ma sapevo che dietro ad ogni grande personaggio ce' sempre stata una grande donna. Inutile citare il mito delle Amazzoni, nominate di frequente nelle opere classiche greche. Non meno le donne guerriere che spalleggiavano i reciproci consorti tra le orgogliose popolazioni del nord/centro Europa. Ma di fronte all' ineccepibile solida prova storica si rimane sempre un po' affascinati e basiti all'unisono.
Ebbene, non mancano le eccezioni...potenza dell'archeologia.


Fonte: ilfattostorico.com - La gladiatrice tracia - Amburgo


Coperta con solo un perizoma, e con in mano una piccola spada per salutare la folla, la donna raffigurata in questa rara statua sarebbe una delle poche ad aver combattuto nelle arene dell’antica Roma.
La sua posa vittoriosa era “un commiato alla folla”, dice il ricercatore dell’Università di Granada Alfonso Manas. Nel pugno tiene una sica, una spada curva solitamente utilizzata dai gladiatori traci.
Finora si pensava che questa statua rappresentasse un’atleta con in mano uno strigile, un raschietto di metallo che serviva ad eliminare l’eccesso di sudore e polvere. Nondimeno Manas ha notato dissimili aspetti per i quali sarebbe in realtà una gladiatrice.
Per primo la posa. Avrebbe poco significato alzare in cielo uno strumento di pulizia guardando a terra; farlo con una spada era invece naturale, spontaneo e comune tra i gladiatori vittoriosi. C’è poi la fasciatura intorno a un ginocchio, anch’essa tipica dei gladiatori.
La cosa piu' bizzarra è semmai perché manchino elmo e altre parti dell’armatura.
 Cita Anne McCullough, docente all’Università statale dell’Ohio (non implicata nella ricerca) : potrebbe essere semplicemente che si volesse sottolineare il fatto che si trattava di una gladiatrice e non di un gladiatore. Piuttosto " ingiusto " ma di facile supposizione aggiungo io.
Settimio Severo bandì gli spettacoli con gladiatrici intorno al 200 d.C., ma prima di allora era possibile imbattersi in combattimenti tra donne, seppur assai rari.
La piccola statua di bronzo è tenuta nel Museum für Kunst und Gewerbein di Amburgo, in Germania. Finora, l’unica altra rappresentazione di una gladiatrice era un bassorilievo scoperto ad Alicarnasso e oggi conservato al British Museum.

Fonte: ilfattostorico.com

Fonte : ilfattostorico.com - Gladiatrici durante una rievocazione storica




domenica 22 dicembre 2013

Frogzilla

Non poteva mancare la scoperta di una rana gigante, carnivora e risalente a circa 70 milioni di anni fa ( ultima fase del Mesozoico ) ? Ovvio che no.  Il ritrovamento, svelato lo scorso 19 febbraio, è avvenuto in Madagascar. Il paleontologo David Krause della Stony Brook University di Stony Brook, New York, uno degli scienziati autori del rinvenimento, ha sostenuto che può trattarsi di un esemplare di Rana Beelze ( la "devil frog" ), un corpulento e massiccio anfibio che si nutriva principalmente di uova di dinosauro e piccoli rettili, in linea con il periodo storico. Simpaticamente viene identificata anche come Frogzilla nell'ambiente accademico.
Il suo nome è Beelzebufo Ampinga, proviene dalla parola greca Beelzebub, che significa diavolo; e da Bufo, parola latina che indica il rospo. Ampinga significa scudo, in riferimento alla morfologia dell'animale. La sua lunghezza era di 41 cm e poteva pesare quasi 5 chili.
Secondo Krause:  < E' probabile che Beelzebufo si nutrisse di lucertole, mammiferi, piccole rane, e persino di dinosauri, considerando le sue dimensioni >. Mentre per Susan Evans dell'University College di Londra "L'anfibio doveva essere piuttosto aggressivo". Oggi esiste una particolare specie di rane, presente in Sudamerica, che secondo gli studiosi potrebbe essere riaccompagnata per via genetica all'antico Beelzebufo. La specie sudamericana, infatti, è dotata di una bocca enorme e di piccole corna: proprio come Beelzebufo.
L'antica rana-mostro viveva in ambienti semi-aridi, dove trovava le prede più indicate per la sua alimentazione. Tuttavia non si tratta dell'anfibo più grande nella storia del nostro pianeta. Il primato infatti spetta al Prionosuchus, una specie simile al coccodrillo, vissuto circa 250 milioni di anni fa. Raggiungeva i 9 metri di lunghezza. Invece oggi la rana più grande del mondo vive in Africa occidentale, è lunga 33 cm e pesa "solo" 3.3 kg, ma non è carnivora; per fortuna dell'uomo e di tante altre specie viventi.

Beelzebufo

Fonte Focus.it

domenica 15 dicembre 2013

Se NIBIRU esistesse davvero ..?

Un articolo assolutamente completo ed interessante che spiega ed almeno in parte chiarisce l'ipotesi della  presenza di un  misterioso " pianeta dei Sumeri ", i quali  per primi ce ne tramandano l'esistenza e la storia..

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Nibiru, per gli antichi Babilonesi, era il corpo celeste associato al dio Marduk. Il nome viene dalla lingua degli Accadi e significa punto di " attraversamento " o " transizione ". Nella maggior parte dei testi babilonesi è identificato col pianeta Giove; nella tavoletta n. 5 dell'Enûma Elish potrebbe essere la Stella Polare, che a quel tempo non era quella di oggi, ma Thuban o forse Kochab.

Dalle traduzioni del Dott. Zacharia Sitchin :
Dai testi Sumeri e Babilonesi in caratteri cuneiformi, abbiamo appreso notizie circa l’esistenza di un pianeta supplementare, in aggiunta a quelli che oggi conosciamo, che orbita intorno al Sole e, quindi facente parte del nostro sistema dove la stella Sole occupa un fuoco dell’ellisse che descrivono i pianeti ruotando intorno a questa stessa stella.
Molti attribuiscono questo fatto al numero disponibile dalle dita delle mani, in altre parole 10 per noi uomini moderni come anche, se riferito ai Maya, il sistema matematico in uso era ventesimale; sembra proprio strano che quei popoli antichi potessero usare un sistema alla cui base era la dozzina e i suoi multipli. 

Vi è anche qualche considerazione da fare e che non è stata ancora avanzata tanto da contestare l’elencazione biblica circa i periodi di vita degli uomini antecedenti al Diluvio in cui gli anni vissuti da Adamo e successivi rasentano i mille anni, ma forse questa è un'altra storia..

Per misurare la precessione degli equinozi, tra gli antichi sumeri e in Babilonia, il cielo veniva diviso in 7 spicchi, ciascuno dedicato a uno dei 7 maggiori Anunnaki, ogni spicchio misurava circa 50 gradi sull'equatore celeste. Con la precessione l'equinozio di primavera si sposta nel corso dei secoli lungo l'eclittica, attraversando via via i vari spicchi in cui era diviso il cielo. Il passaggio del punto equinoziale da uno spicchio all'altro determinava l'attraversamento di una fascia di confine di circa 1,5 gradi, corrispondente a circa 3 volte il diametro apparente della Terra proiettata sulla Luna durante un'eclissi. Tale fascia di attraversamento era Nibiru, nella quale la sovranità del cielo non apparteneva ad alcun Annunaki particolare, e dunque gli dei potevano scendere sulla terra. Ogni 3600 anni si ripete il passaggio tra uno spicchio di cielo e l'altro, e si ha il ritorno di Nibiru.

Dopo i Sumeri, i babilonesi indentificarono a volte con Nibiru anche i pianeti Mercurio o Giove o Marte, che passavano in coincidenza nella zona crepuscolare verso sud all'alba e apparivano rosseggianti, sul cielo diviso in due dal sorgere del sole, ad est la luce e a ovest le tenebre, come simbolo del dio Marduk che divide in due il cielo. La posizione della fascia di attraversamento era misurata dai Babilonesi con uno strumento astronomico primitivo fatto a croce, che nel medioevo un astronomo ebreo fece conoscere in Europa e che è denominato Bastone di Giacobbe.


Sumeri - Anunnaki e Nibiru ?!

Qualche tempo fa è stata ufficializzata la notizia della scoperta di un dodicesimo componente del nostro sistema planetario, ma gli elaborati scientifici rimangono ancora in possesso della NASA (Ente Ufficiale degli Stati Uniti) perciò ad oggi possiamo solo basarci sulle informazioni che provengono dai Sumeri e di conseguenza, dalle traduzioni del dott. Sitghin e pertanto, teniamo buona l’indicazione di 3600 anni (secondo il nostro metodo temporale) il periodo di rotazione del pianeta intorno al Sole che per la terra è di solo 360 giorni.
Da questo unico elemento si deduce che la sua orbita è molto allungata e l’estremità esterna ovvero, quella opposta al Perielio raggiunge una elevata profondità nello Spazio Cosmico.

E’ probabile, ma non dimostrato che questo pianeta possa avvicinarsi non poco a qualche pianeta esterno di una stella della Costellazione di Orione se non addirittura fungere da “Pianeta Navetta” tra il nostro sistema ed un altro simile.
Da un paragone tra la velocità di rotazione della terra intorno al Sole nelle due posizioni limiti (Perielio ed Afelio) possiamo comprendere quelle del pianeta Nibiru ed anche, con buona approssimazione, la sua massa.
Dalla medesima fonte Sumera apprendiamo anche che da questo pianeta sarebbero trasbordati sulla Terra esseri viventi a cui i Sumeri diedero il nome di Anunnaki la cui traduzione significa “Coloro che dal cielo scendono” e proprio su queste presenze apparentemente lontane nel tempo su cui desideriamo soffermarci per comparare eventi ed in base ad essi, tentare di arrivare a formulare una ipotesi con cui lavorare e che potrebbe aprire la strada ad una ricerca Archeologica e scientifica veramente finalizzata a svelare molte constatazioni che oggi sono racchiuse sotto un manto di mistero


Una grande conferenza
, oltre a ricordare questi fatti, ne ha tuttavia messo in evidenza anche alcuni altri meno conosciuti, come ad esempio l'esistenza di un misterioso filmato, in possesso di un altro ricercatore indipendente, che ritrarrebbe Nibiru e sarebbe stato effettuato da una sonda spaziale in missione segreta per conto nientemeno che del Vaticano; sono state mostrate inoltre alcune informazioni su un ipotetico pianeta X ed una non meno misteriosa Dead Star ("stella morta", che potrebbe essere una nana bruna binaria compagna del Sole intorno alla quale ruota Nibiru) contenute sorprendentemente in una enciclopedia per ragazzi, quasi a voler far trapelare intenzionalmente dosi omeopatiche di notizie sul tema. In sostanza, il relatore ha fatto intendere che sulla questione del pianeta X le fonti ufficiali non ce la stanno raccontando giusta e stanno nascondendo informazioni al pubblico, ipotizzando inoltre un ruolo importante da parte del Vaticano nella vicenda. L'ipotesi che velatamente emerge è quella della reale esistenza di questo astro, che starebbe facendo il suo ingresso nel sistema solare e potrebbe rendersi visibile entro alcuni anni, portando sconvolgimenti di notevole portata, uno dei quali sarebbe l'attuale global warming. A tutto questo va poi aggiunto che al mistero di Nibiru si accompagna inevitabilmente quello della relativa, ipotetica razza aliena che lo abiterebbe, e che sarebbe una popolazione di semi-dei giganteschi (Anunnaki in sumerico) citati in moltissime tradizioni antiche e anche nella Genesi col nome di Nefilim.

Basta fare una semplice considerazione che riguarda il nostro sistema circa il computo degli anni per vedere come, fino ad oggi non si è tenuto conto del fatto che quando affermiamo che un uomo ha l’età di cinquanta anni facciamo un riferimento a quante orbite complete la terra ha compiuto ruotando intorno al Sole e che quell’essere ha vissuto.
Per questa ragione e, se ammettiamo veritiera l’ipotesi della presenza del dodicesimo componente del sistema solare, troveremo molte spiegazioni ai tanti misteri che ci circondano.


LA QUESTIONE SUMERA. - Ricapitolazione -

Perché dodicesimo, se fin qui abbiamo parlato di un decimo pianeta?
Semplice: i Sumeri consideravano il nostro sistema composto da undici pianeti, comprendendo il Sole e la Luna, quindi il pianeta che giungeva dai confini del cielo era il Dodicesimo.
Un sigillo conservato al Museo di Berlino mostra un Dio circondato da 12 pianeti e ben 24 piccoli globi rappresentanti delle lune. Nel nostro sistema solare il numero delle lune dei pianeti presenti, fino alla scoperta di altri satelliti intorno a Giove e a Saturno, dal 1979 al 1981, erano in effetti ventiquattro.
Al di là del fatto che rimane un mistero su come i Sumeri vennero a conoscenza di questo dato, dobbiamo credere che vi erano anche dodici pianeti. Ridotti ad undici dopo la collisione, contando sempre il sole e la luna. Il dodicesimo era indicato come quello dei Nefilim, chiamati anche Anunnaki. Il vocabolo Anunnaki significa "quelli che dal cielo vennero in Terra"; ritroviamo dunque i caduti, i Nefilim, i duecento Veglianti che scesero sul Monte Hermon.
Veniva chiamato Nibiru, che significa "Pianeta dell’Attraversamento"; il suo simbolo era un globo alato, figura frequente in tutte le antiche civiltà come gli Ittiti, gli Assiri, i Babilonesi, gli Egizi.
Il numero 3600, in sumero, viene scritto come un grande cerchio. Il pianeta veniva chiamato anche "Shar" che significa cerchio completo e indica pure il numero 3600. Poteva essere visto anche di giorno "visibile all’alba scompariva dalla vista al tramonto". Un grande pianeta rosso scuro che, come molte comete, appariva e scompariva alla vista della Terra. Rappresentato graficamente da una "Croce" formata dall’incrocio di due caratteri cuneiformi.

To be continued ..

Fonte Flyingobject.altervista.org

martedì 10 dicembre 2013

Sondaggio : perche' porta sfortuna il Venerdi' 13

RISPOSTA
Molto è stato detto sulla fine dell'ormai mitico ORDINE DEL TEMPIO, su quel venerdì 13 dell'ottobre 1307, quando tutti i cavalieri templari del regno di Francia furono arrestati in un solo colpo.
Non si può non riconoscere che il processo contro i templari fu un vero e proprio dramma, che colpì non solo l'Ordine, ma anche la storia della Chiesa.
Il processo, infatti, non solo segnò la fine di un Ordine cattolico oltre che militare, ma vide l'istituzione ecclesiastica soccombere alle pressioni del potere regale francese, vero promotore dell'attacco.
Il tragico epilogo dell'affaire fu segnato, dopo le accuse infamanti, dalle confessioni sotto tortura ed infine dai roghi.
Alle fiamme non si sottrasse neppure l'ultimo Gran Maestro dell'Ordine, Jacques de Molay.
Da allora il venerdi' 13 è considerato ancora un giorno infausto.

Da Wikipedia invece sul conto del venerdi' 17:
  • Anche riguardo l'origine del 17 sfortunato sussistono diverse ipotesi: una delle più avvalorate riconduce la credenza al latino in quanto il numero 17 si scrive XVII, che anagrammato diventa VIXI (ho vissuto, quindi "sono morto"); 

Sigillo Templare - 2 cavalieri montano 1 cavallo solo, in segno di umilta' e fratellanza

domenica 8 dicembre 2013

Una piramide sotto l' Oceano Atlantico

Un marinaio portoghese sembra abbia trovato una piramide sotto l’Oceano Atlantico, esattamente nelle Isole Azzorre, alta circa 60 metri di altezza e con la base di circa 8.000 metri quadrati, vale a dire, più estesa di uno stadio da calcio.

Silva Diocleziano con la sua nave si trovava nell’arcipelago delle Azzorre (composto da nove isole)  e tra  le isole Terceira e San Miguel. Con l’aiuto di un grafico batimetrico ( da Wikipedia - la batimetria è una branca dell'oceanografia che si occupa della misura delle profondità, della rappresentazione grafica e dello studio morfologico dei fondali marini e lacustri. ) , una procedura che mostra il rilievo del fondo marino e fornisce ulteriori informazioni sulla navigazione di superficie, Silva ha scovato una piramide alta 60 metri e la base si estende su una superficie di circa 8.000 metri quadrati . Per ora si suppone che la struttura sia di origine naturale. Osservando il video in questione, personalmente trovo che la base della costruzione appare fin troppo squadrata alla perfezione. Questa scoperta ha sollevato la curiosita' della comunità scientifica e del governo regionale che sta indagando su questa scoperta con il supporto della Marina portoghese. La Radio e Televisione del Portogallo (RTP) ha parlato di questa scoperta ed evoca la leggenda di Atlantide.


Fonte : segnidalcielo.it

mercoledì 4 dicembre 2013

La citta' perduta dei Vichinghi

Una città di ottocento anni fa è stata dissotterrata in Germania ed è forse uno dei primi insediamenti vichinghi censiti nella storia.
Scavi in corso a Fusing, vicino il confine con la Danimarca, inducono gli archeologi a ritenere che si tratti della perduta città di Sliasthorp, annotata dagli scribi del grande Carlo Magno nell’804 d.C.  Usata come sede militare dai primi re scandinavi, Sliasthorp è rimasta celata  sino ad oggi – ha dichiarato Andres Dobat dell’Università di Aarhus in Danimarca.  Che sia o no  Sliasthorp il sito offre importanti conoscenze sull’organizzazione militare e sulla pianificazione delle città agli albori della civiltà vichinga. Grazie alle fotografie aeree e a indagini geomagnetiche, gli studiosi sono riusciti a individuare almeno 200 costruzioni, sulle quali svetta un edificio ad uso comune dell’ampiezza di 30 metri per 30.  I resti della struttura sono carbonizzati probabilmente a causa di un violento attacco: punte di frecce incastrate nei muri del palazzo fanno sospettare che a un certo punto sia stato dato alle fiamme. Dei caltrop, ossia piccole armi di metallo dotate di puntali, furono sparse per terra all’ingresso del complesso affinché fossero calpestate dai nemici, o perché ne fossero vittime i cittadini una volta fuggiti dalla struttura in fiamme.

Nell’area residenziale sono stati trovati gioielli preziosi, perline di vetro e monete d’argento. La città risalirebbe allo stesso periodo di una roccaforte situata nelle zone adiacenti, conosciuta come Danevirke; un apparato di difesa lungo 30 chilometri costruito dai Danesi nel 700 d.C. E’ lampante che il sito appena scoperto sia in relazione con quello di Danevirke – ha dichiarato Dobat.

 Sliasthorp - NationalGeographic. 

Considerando che il centro abitato fu costruito nell’804 d.C. è possibile che Sliasthorp fosse impiegata come base dal re vichingo Gotrik, meglio conosciuto come Godfred il quale accomodo' e irrobustì  la fortificazione di Danevirke nei primi dell’800 a seguito dell' incombente minaccia dovuta all’espansione dell’impero franco verso il nord. Precisamente quando la Scandinavia venne "puntata" dagli amanuensi ( copisti ) franchi. Nonostante la città fosse priva di fortificazioni, il sito era circondato da acqua e terra umida pertanto l’accesso era ristretto a una lingua di terra. La città era formata da piccole case di legno e fango o da abitazioni interrate e probabilmente fungeva da dormitorio per i soldati vichinghi. Era utilizzata da guarnigioni che soggiornavano nel territorio per periodi limitati a proteggere la città di Danevirke. Probabilmente dalla città, re e luogotenenti controllavano i commerci e gli accessi alle regioni limitrofe. Hedeby, un porto internazionale per il commercio era situato ad appena 4 chilometri dall’insediamento; lì risiedevano commercianti provenienti da tutto il mondo, bravissimi artigiani e la crema della societa'  scandinava. Il ritrovamento fornisce importanti informazioni riguardo lo sviluppo commerciale dei vichinghi, cosa che gli scavi precedenti non aiutavano a comprendere totalmente.

Fonte: NationalGeographic.com

lunedì 2 dicembre 2013

E' la nascita della nostra storia ?

Genesi 11,1-9

1 Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. 2 Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. 3 Si dissero l'un l'altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. 4 Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». 5 Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. 6 Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. 7 Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro». 8 Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. 9 Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.


La preistoria archeologicamente parlando, finisce quando viene inventata la scrittura, permettendo quindi all'uomo di registrare gli eventi importanti, gli stati d'animo, le sue credenze ecc, e di tramandarli ai posteri. Difatti, di cio' che avvenne prima non si ha memoria. Al massimo si puo' intuire solo qualcosa raccontata da fossili, utensili, scheletri. Sempre secondo l'archeologia, i primi esempi di scrittura sono quelli sumeri ed egizi, databili grosso modo al 3000 avanti Cristo, quindi quella è la data ufficiale dell'inizio della storia. E' come, sottilizzando il concetto, se noi conoscessimo tutto o quasi di noi da 5000 anni a questa parte; da 5001 anni fa il vuoto ...
Apro questo articolo  con un passo della Genesi, nel quale si narra della nascita di un linguaggio umano "originale". In base ai dati finora conosciuti tuttavia, non è mai esistito un idioma comune a tutto il mondo. Ebbene non sarebbe esattamente cosi. Nel 2010 è comparsa una notizia nella sfera dell'archeologia conosciuta che ha posto nuovi quesiti . La relazione grosso modo parlava di questo : < Analizzando gli affreschi presenti in numerose caverne famose risalenti al neolitico/paleolitico, Genevieve Von Petzinger e April Nowell, entrambe studiose inviate dall'Universita' di Victoria - Canada , hanno fatto un'importante scoperta. Accanto ai dipinti, hanno portato alla luce numerosi segni di svariati tipi finora trascurati, che in seguito hanno catalogato in un database, scoprendo che 26 di quegli indizi si ripetevano nei vari siti archeologici. >
Secondo le due ricercatrici, non si tratta di segni casuali, ma di un linguaggio vero e proprio. Inoltre cosa ancora piu' importante, la ricerca ha condotto gli studiosi ad esaminare altre locations sparse per il mondo, trovando gli stessi simboli in molti siti preistorici, in diversi continenti perfino.


Toro, pittura su intonaco - arte bidimensionale - Turchia, VI millennio a.C.


Come mai fino ad oggi, nonostante tutte le ricerche svolte, non sono mai stati scoperti oppure osservati questi idiomi? Semplicemente sono stati trascurati , poiche' i ricercatori si sono concentrati sui grandi disegni delle grotte. In principio anche i dipinti preistorici furono ignorati dalle comunita' scientifiche. Nel 1879 la figlia di appena sei anni di un archeologo, scopri' reperti "troppo belli e ben fatti", che non collimavano assolutamente con gli standard dei "bestiali cavernicoli", e per circa un ventennio furono ritenuti non autentici dagli accademici.

Purtroppo attualmente la traduzione non è ancora possibile. Ma se davvero si tratta di una forma di scrittura precedente a tutte le altre e comune a tutto il mondo, significa che in epoche remote è esistita una civilta' in grado di realizzarla e di diffonderla in tutto il pianeta.
Solamente una parte dei testi incisi sulla roccia e' sopravvissuta, mentre eventuali manufatti lavorati su materiali deperibili si sono deteriorati  con il passare inesorabile dei millenni.

Un esempio ricorrente e senz'altro piu' lampante di "segno" o "idioma", se di linguaggio simbolico vogliamo parlare, è il classico Toro. Il Toro era una divinita' e non era ancora stato addomesticato. Pertanto la scena di caccia potrebbe anche essere interpretata come immagine del Toro protettore della caccia, e per questo in primo piano.
Il culto del Toro lo troviamo sopratutto nella Francia meridionale, al confine con l'Italia sul Monte Bego a 80 Km da Nizza. Sono incisioni rupestri (arte bidimensionale) realizzate verso i 2500 m di quota e datate attorno a 3800-3600 anni fa (Eta' del bronzo). Sono oltre 100.000. Per la maggior parte raffigurano teste di toro, realizzate in uno stile fortemente schematico, con testa quasi triangolare e lunghe corna.

Fonte Mistero.xoom.it