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lunedì 2 dicembre 2013

E' la nascita della nostra storia ?

Genesi 11,1-9

1 Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. 2 Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. 3 Si dissero l'un l'altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. 4 Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». 5 Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. 6 Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. 7 Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro». 8 Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. 9 Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.


La preistoria archeologicamente parlando, finisce quando viene inventata la scrittura, permettendo quindi all'uomo di registrare gli eventi importanti, gli stati d'animo, le sue credenze ecc, e di tramandarli ai posteri. Difatti, di cio' che avvenne prima non si ha memoria. Al massimo si puo' intuire solo qualcosa raccontata da fossili, utensili, scheletri. Sempre secondo l'archeologia, i primi esempi di scrittura sono quelli sumeri ed egizi, databili grosso modo al 3000 avanti Cristo, quindi quella è la data ufficiale dell'inizio della storia. E' come, sottilizzando il concetto, se noi conoscessimo tutto o quasi di noi da 5000 anni a questa parte; da 5001 anni fa il vuoto ...
Apro questo articolo  con un passo della Genesi, nel quale si narra della nascita di un linguaggio umano "originale". In base ai dati finora conosciuti tuttavia, non è mai esistito un idioma comune a tutto il mondo. Ebbene non sarebbe esattamente cosi. Nel 2010 è comparsa una notizia nella sfera dell'archeologia conosciuta che ha posto nuovi quesiti . La relazione grosso modo parlava di questo : < Analizzando gli affreschi presenti in numerose caverne famose risalenti al neolitico/paleolitico, Genevieve Von Petzinger e April Nowell, entrambe studiose inviate dall'Universita' di Victoria - Canada , hanno fatto un'importante scoperta. Accanto ai dipinti, hanno portato alla luce numerosi segni di svariati tipi finora trascurati, che in seguito hanno catalogato in un database, scoprendo che 26 di quegli indizi si ripetevano nei vari siti archeologici. >
Secondo le due ricercatrici, non si tratta di segni casuali, ma di un linguaggio vero e proprio. Inoltre cosa ancora piu' importante, la ricerca ha condotto gli studiosi ad esaminare altre locations sparse per il mondo, trovando gli stessi simboli in molti siti preistorici, in diversi continenti perfino.


Toro, pittura su intonaco - arte bidimensionale - Turchia, VI millennio a.C.


Come mai fino ad oggi, nonostante tutte le ricerche svolte, non sono mai stati scoperti oppure osservati questi idiomi? Semplicemente sono stati trascurati , poiche' i ricercatori si sono concentrati sui grandi disegni delle grotte. In principio anche i dipinti preistorici furono ignorati dalle comunita' scientifiche. Nel 1879 la figlia di appena sei anni di un archeologo, scopri' reperti "troppo belli e ben fatti", che non collimavano assolutamente con gli standard dei "bestiali cavernicoli", e per circa un ventennio furono ritenuti non autentici dagli accademici.

Purtroppo attualmente la traduzione non è ancora possibile. Ma se davvero si tratta di una forma di scrittura precedente a tutte le altre e comune a tutto il mondo, significa che in epoche remote è esistita una civilta' in grado di realizzarla e di diffonderla in tutto il pianeta.
Solamente una parte dei testi incisi sulla roccia e' sopravvissuta, mentre eventuali manufatti lavorati su materiali deperibili si sono deteriorati  con il passare inesorabile dei millenni.

Un esempio ricorrente e senz'altro piu' lampante di "segno" o "idioma", se di linguaggio simbolico vogliamo parlare, è il classico Toro. Il Toro era una divinita' e non era ancora stato addomesticato. Pertanto la scena di caccia potrebbe anche essere interpretata come immagine del Toro protettore della caccia, e per questo in primo piano.
Il culto del Toro lo troviamo sopratutto nella Francia meridionale, al confine con l'Italia sul Monte Bego a 80 Km da Nizza. Sono incisioni rupestri (arte bidimensionale) realizzate verso i 2500 m di quota e datate attorno a 3800-3600 anni fa (Eta' del bronzo). Sono oltre 100.000. Per la maggior parte raffigurano teste di toro, realizzate in uno stile fortemente schematico, con testa quasi triangolare e lunghe corna.

Fonte Mistero.xoom.it

domenica 10 novembre 2013

Mosaici romani in Kosovo

Dresnik, comune di Klina, Kosovo Nord-occidentale.
Ritrovati mosaici multicolori di epoca romana. Dovrebbero fare parte di un'antica pavimentazione di un palazzo nobiliare. Sono considerati tra i piu' belli mai ritrovati in Kosovo. Gli scavi sono partiti nel settembre del 2012 e non dovrebbero finire molto presto, è ancora sconosciuta l'identita' degli edifici e delle strade romane nella zona. Gli archeologi pensano che la strada ritrovata sia un’antica arteria stradale romana chiamata Via Lissus-Naissus che collegava l’attuale cittadina di Lezhe in Albania e di Nis con la Serbia.


Particolare di un mosaico

domenica 3 novembre 2013

Umbria : scoperto scheletro di Mammut

Ellera di Corciano, Perugia.
In agosto è stato recuperato parzialmente uno scheletro di Mammut nell'area paleontologica del paese.
Gia' nel 2011 gli scavi di Ellera avevano riportato alla luce resti scheletrici di vari animali, quali ippopotami, cervi, bisonti e ghepardi. Si ipotizza che nella zona circa un milione di anni fa dovesse essere presente una pianura alluvionale, ricca di specchi d'acqua e foreste, habitat perfetto per queste specie.



Fonte - National Geografich


Lo scavo è stato curato da Marco Cherin, paleontologo del dipartimento di Scienze della terra dell'Università di Perugia, che si è avvalso della collaborazione di studenti dei corsi di laurea di Geologia e Scienze naturali.

venerdì 1 novembre 2013

Salviamo la tomba di Massimo Decimo Meridio !

Il personaggio di Russel Crowe , Generale Massimo Decimo Meridio, e'stato ispirato da un personaggio realmente esistito, generale dell'imperatore Marco Aurelio, e si chiamava Marco Nono Macrinio. La sua tomba è stata rinvenuta nel 2008 alla periferia di Roma sulla via Flaminia, e dopo anni di studi per accertarne la proprieta' del Generale, la sopraintendenza in assenza di capitali avrebbe deciso di riseppellirla , chissa' forse per altri 2000 anni. La notizia, sicuramente per la fama del celebre Generale interpretato da Crowe, ha scatenato bufere di critiche sopratutto dall'estero. Lo stesso attore ha cosi dichiarato in un'intervista a la Repubblica : "Di tutte le grandi nazioni del mondo, l'Italia in particolare dovrebbe essere una guida nel promuovere l'importanza di esplorare e conservare il passato antico". Ha poi aggiunto che noi italiani dovremmo essere " piu' orgogliosi "  della nostra gloriosa storia . Ma non finisce l'intervista senza aggiungere : "e' dai dettagli delle esplorazioni archeologiche che vediamo e capiamo quello che ci lega alla nostra storia, quello che la nostra storia ci puo' insegnare e cosa puo' essere il nostro futuro con quella conoscenza".


Particolare su lastra marmorea - Mausoleo di  Marco Nono Macrinio

Concludendo, non resta che sperare nel miracolo da parte dell'American Institut for Roman Culture, che ha promosso una petizione online intitolata 'Save the Gladiator's Tomb'.
Fonte : Antikitera.net

mercoledì 30 ottobre 2013

A Bari c'erano i dinosauri

Agosto 2013.
Straordinaria scoperta in una cava dismessa effettuata da Marco Petruzzelli, paleontologo specializzato in ICNOLOGIA, branca della paleontologia che studia le impronte fossili animali. Tracce di 100 milioni di anni fa!
Il ritrovamento coinvolge le campagne oggi comprese nel parco naturale regionale di Lama Balice, a 1 Km dall'aeroporto e a ridosso del quartiere San Paolo della citta'.
Il paleontologo ha commentato cosi l'evento: " Sono rimasto senza parole, sotto i miei piedi al centro della cava c'erano i resti di una spianata di marea fossilizzata del periodo Cretaceo. Nel mezzo centinaia e centinaia di impronte ; diverse sono organizzate in piste che ricalcano proprio una serie di camminate di dinosauri sia di specie erbivore che carnivore ".


Fonte Antikitera.net - impronta 

In Puglia sono fino ad oggi ben in 28 siti e 14 citta' i ritrovamenti di orme di dinosauri, e per la prima volta a Bari. Alcune impronte sono state ritrovate in una serie di blocchi calcarei impiegati come frangiflutti sia a Marisabella che nei porticcioli di Torre a Mare e Santo Spirito. Purtroppo ad oggi, nessun sito è stato musealizzato.
Questa scoperta ci permette di immaginare, milioni di anni fa, una Puglia unita all' Africa, le orme stesse di dinosauri ci suggeriscono una connessione col continente africano.
Fonte Repubblica e Antikitera.net

lunedì 28 ottobre 2013

Gli elmi con le corna dei Vichinghi non sono mai esistiti

Attribuiti a molti popoli nordici, Vichinghi, Celti, Germani, Traci e forse Galli, in realta' non sono mai esistiti. Almeno come siamo abituati ad immaginarceli grazie a films, racconti, fumetti e altro. Non venivano portati assolutamente in battaglia ma al massimo venivano indossati durante cerimonie rituali e feste, poiche' considerati poco pratici ed ingombranti.
Dove nasce dunque l'equivoco? Nel '600 numerosi pittori dipinsero guerrieri nordici con elmi cornuti da battaglia. In seguito, senza verificarne nessuna autenticita' storica, artisti del Romanticismo ne ripresero la caratteristica errata.
Io stesso, che ho avuto la possibilita' di porre questa domanda ad un grande storico medievalista, il Prof. Alessandro Barbero, ho avuto questa risposta :

  • In realtà c'è qualche statuetta molto, ma molto più antica (età del bronzo) e qualche ritrovamento di epoca celtica pre-romana che mostra elmi con una specie di "corna" laterali (ma bisogna fare attenzione perchè c'è il rischio di interpretare in questo senso qualcosa che magari era molto diverso). L'idea è piaciuta moltissimo in epoca romantica e si sono attribuiti senz'altro questi elmi sia ai barbari dell'epoca delle invasioni, sia ai vichinghi...




    Riproduzione di unico esemplare di elmo conservato ad Oslo


    Per finire, lo stereotipo dell'elmo vichingo con le corna fu suggellato dall'opera di Wagner, L'anello del Nibelungo, dove le valchirie indossavano elmi con corna di vacca incollate .. Il resto lo dobbiamo anche ai mitici fumetti di Asterix e Obelix.
    In realta' è un mistero il perche' della scarsita' di ritrovamenti di elmi vichinghi . Una spiegazione è senza ombra di dubbio la possibilita' che essi fossero realizzati in cuoio ( deperibile ) e solo in parte irrobustiti da materiale metallico. Un'altra spiegazione è che i pochi esemplari interamente in metallo venissero passati di generazione in generazione, fino alla completa usura e resi dunque inservibili. In seguito, venivano sicuramente riciclati per forgiare altre armi, quali scuri, spade o altri elmi.

    IL VERO ELMO VICHINGO
    La societa' vichinga era sostanzialmente povera, erano predoni e assai lontani dal lusso e dal fasto di altre civilta' a loro contemporanee. L'elmo in dotazione per le battaglie era realizzato in ferro, e la calotta era rinforzata da una protuberanza che scendeva a proteggere il naso, chiamata appunto "nasale". Solo un capo tribu' o il capo-guerriero doveva avere splendidi intarsi in bronzo e oro, forse anche in onore del dio Odino, colui che porta l'elmo.
    Nell' XI secolo in Europa derivo' l'elmo a nasale, piu comunemente appellato come l'elmo dei Normanni.
    Fonte : Focus

venerdì 25 ottobre 2013

Otzi


Il 19 settembre 1991 i coniugi tedeschi Erika ed Helmut Simon di Norimberga ritrovano Otzi, mummia di un cacciatore alpino vecchio piu di 5000 anni, dell'eta' del bronzo per intenderci. Ritrovamento stupefacente per capire e studiare, grazie alla relativa qualita' di conservazione, un'antico italiano ed il suo territorio..Non tutti sanno pero'che i coniugi, forse non pienamente coscienti del valore storico del tesoro archeologico in loro possesso, sono stati "invitati" a sparire dalla circolazione, liquidati con 100 milioni delle vecchie lire dalle solite elite del sistema..


Otzi - ricostruzione