Nazca

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giovedì 14 novembre 2013

Scultura inquietante

Misteriosa anche perche' è quasi impossibile raccogliere piu' informazioni di quante ne elenco qui sotto.


Fonte nibiru 2012

La scultura del mistero è stata mostrata dalla Concordia University di Montreal, un oggetto risalente forse a migliaia di anni e secondo alcuni esperti antecedente le piramidi dell' antico Egitto.
La statua in calcare, descritta come una rappresentazione "inquietante" di due figure avvinghiate, secondo Clarence Epstein "potrebbe essere uno dei più rari reperti del suo genere,"
I due soggetti raffigurati sono nudi, uno un maschio e l'altro forse una femmina in compagnia di un bambino. S
ono stati lavorati in posizione seduta con grandi teste allungate.

domenica 10 novembre 2013

Mosaici romani in Kosovo

Dresnik, comune di Klina, Kosovo Nord-occidentale.
Ritrovati mosaici multicolori di epoca romana. Dovrebbero fare parte di un'antica pavimentazione di un palazzo nobiliare. Sono considerati tra i piu' belli mai ritrovati in Kosovo. Gli scavi sono partiti nel settembre del 2012 e non dovrebbero finire molto presto, è ancora sconosciuta l'identita' degli edifici e delle strade romane nella zona. Gli archeologi pensano che la strada ritrovata sia un’antica arteria stradale romana chiamata Via Lissus-Naissus che collegava l’attuale cittadina di Lezhe in Albania e di Nis con la Serbia.


Particolare di un mosaico

giovedì 7 novembre 2013

Spada nella roccia in Italia

Chiusdino, prov. di Siena .

L'Abbazia è un monumento fra i piu' i considerevoli dello stile gotico-cistercense in Italia; fondata alla fine del sec. XII, divenne un importante centro religioso.
La grande chiesa abbaziale fu eretta nel 1224-88; inizio' a rovinare nel Cinquecento e piu' gravemente nel Settecento.
La guida toscana del T.C.I. cita: In parte diruta, giace nel silenzio della campagna creando con le linee delicate di questa un contrasto di profonda suggestione e di drammatica e solitaria bellezza.
La seduzione che emana l'edificio è davvero notevole, con il cielo aperto per tetto e la terra di un prato per pavimento: fiori e stelle. Simbolismo allo stato puro.
Poco piu' in alto si erige la primitiva e mistica chiesetta di San Galgano, di forma circolare dall'originale architettura romanica; al centro di essa si vede un masso con una spada confitta, dall'arcano significato simbolico.


L'Abbazia - fiori e stelle


Secondo la tradizione infatti, in questo luogo il nobile cavaliere Galgano Guidotti ( 1148-1181 ) di Chiusdino, confisse la sua spada nella roccia per adorarne l'elsa in forma di croce; in quel preciso momento fu convertito alla santita' da una rilucente apparizione dell'arcangelo Michele.
Galgano visse da eremita gli ultimi anni della sua vita, erigendo intorno al masso una cappella, poi destinata a divenire l'attuale chiesetta. I Cistercensi ottennero di costruire in onore di Galgano, canonizzato nel 1185, un oratorio e un edificio, nucleo dell'Abbazia che rapidamente crebbe in fasto e potenza.
La spada attuale sostituisce la precedente, spezzata piu' volte nello stupido tentativo di estrarla; il masso è ora protetto da uno spesso cristallo. L'autenticita' del reperto è garantita da un primo studio approfondito da parte del prof. Luigi Garlaschelli dell' Universita' di Pavia, ed innumerevoli altri in seguito.


La spada di Galgano Guidotti - particolare


Questa tradizione della spada di San Galgano richiama quella piu' nota della "spada nella roccia" del leggendario re Artu'. E' interessante notare che ad opera di alcuni narratori, le gesta di Artu', che divenne poi il fondatore di un'eletta cerchia di cavalieri, divennero assai note in Europa durante il XII secolo, proprio all'epoca della leggenda di San Galgano. Il nome stesso di Galgano è curiosamente simile a quello di uno dei cavalieri arturiani, Galvano. Teniamo presente che all'epoca l'Inghilterra era gia' una superpotenza europea insieme all'antagonista Francia, non ritengo improbabile dunque che il ciclo bretone arturiano possa averci "rubato" la leggenda che, assai simile, in Italia era gia' da tempo un' assodata realta'.

mercoledì 6 novembre 2013

I Signori della brughiera

Visito sempre con piacere il Museo Archeologico di Arsago Seprio in provincia di Varese.
Durante i lavori di ampliamento della scuola elementare nel 1972, venne rinvenuta una necropoli longobarda in splendido stato di conservazione. La scoperta avvenne da parte di Carlo Mastorgio che convinse l'amministrazione comunale ad usufruire di una parte della sede scolastica come area museale, per la conservazione e valorizzazione di reperti rinvenuti nel territorio, appartenenti alla storia locale dal Neolitico al Medioevo. Il museo è aperto dal 1983 ed ingrandito nel 1998.
Interessante il percorso che parte dalla prima sala con preistoria e protostoria, procede con l'invasione gallica, la romanizzazione, l'eta' imperiale romana ed infine i Longobardi. La sala finale chiude con una discreta raccolta di fossili.


Foto : Francesco Virgilio - Necropoli Longobarda sec. VII


LE ARMI CELTICHE

I reperti si segnalano per essere tra i pochi rinvenuti delle fasi di invasioni galliche, IV - III sec. A.C. nell'area insubre e testimoniano stretti legami con le produzioni transalpine.
Tra essi troviamo spade in ferro di circa 70 cm. di lunghezza, coltellacci, lance, anelli da cintura, maglie di catena porta-spada, fibule e cesoie. Tali oggetti sono stati portati alla luce finora solo ad Arsago e in due casi.

Foto : Francesco Virgilio - spade e punte di lance


LA NECROPOLI LONGOBARDA

A ridosso del museo la necropoli. E' ad oggi l'unica grande necropoli famigliare di eta' longobarda in provincia di Varese. Tra il 1972 e il 1994 sono oltre 26 le tombe che hanno visto la luce. Ed è solo una parte, tramite il georadar presto dovrebbero proseguire le ricerche nelle aree limitrofe.
Disposte su linee irregolari le tombe sono distinte in gruppi a seconda delle famiglie di appartenenza. Il defunto era posto col capo ad ovest, in questo modo aveva sempre lo sguardo rivolto al sorgere del sole. A seconda del ceto sociale, le pareti erano di proporzioni monumentali o piu' modeste, provviste di coperture monolitiche, spesso danneggiate gia' in passato per depredarne le armi.
In certi casi per la realizzazione di tali tombe sono state riutilizzate epigrafi romane, esposte in una loggia all'ingresso del Museo.
Diversi angolari in ferro lasciano supporre l'utilizzo di bare lignee.


Foto : Francesco Virgilio - particolare di un tumulo 

domenica 3 novembre 2013

Umbria : scoperto scheletro di Mammut

Ellera di Corciano, Perugia.
In agosto è stato recuperato parzialmente uno scheletro di Mammut nell'area paleontologica del paese.
Gia' nel 2011 gli scavi di Ellera avevano riportato alla luce resti scheletrici di vari animali, quali ippopotami, cervi, bisonti e ghepardi. Si ipotizza che nella zona circa un milione di anni fa dovesse essere presente una pianura alluvionale, ricca di specchi d'acqua e foreste, habitat perfetto per queste specie.



Fonte - National Geografich


Lo scavo è stato curato da Marco Cherin, paleontologo del dipartimento di Scienze della terra dell'Università di Perugia, che si è avvalso della collaborazione di studenti dei corsi di laurea di Geologia e Scienze naturali.

venerdì 1 novembre 2013

Salviamo la tomba di Massimo Decimo Meridio !

Il personaggio di Russel Crowe , Generale Massimo Decimo Meridio, e'stato ispirato da un personaggio realmente esistito, generale dell'imperatore Marco Aurelio, e si chiamava Marco Nono Macrinio. La sua tomba è stata rinvenuta nel 2008 alla periferia di Roma sulla via Flaminia, e dopo anni di studi per accertarne la proprieta' del Generale, la sopraintendenza in assenza di capitali avrebbe deciso di riseppellirla , chissa' forse per altri 2000 anni. La notizia, sicuramente per la fama del celebre Generale interpretato da Crowe, ha scatenato bufere di critiche sopratutto dall'estero. Lo stesso attore ha cosi dichiarato in un'intervista a la Repubblica : "Di tutte le grandi nazioni del mondo, l'Italia in particolare dovrebbe essere una guida nel promuovere l'importanza di esplorare e conservare il passato antico". Ha poi aggiunto che noi italiani dovremmo essere " piu' orgogliosi "  della nostra gloriosa storia . Ma non finisce l'intervista senza aggiungere : "e' dai dettagli delle esplorazioni archeologiche che vediamo e capiamo quello che ci lega alla nostra storia, quello che la nostra storia ci puo' insegnare e cosa puo' essere il nostro futuro con quella conoscenza".


Particolare su lastra marmorea - Mausoleo di  Marco Nono Macrinio

Concludendo, non resta che sperare nel miracolo da parte dell'American Institut for Roman Culture, che ha promosso una petizione online intitolata 'Save the Gladiator's Tomb'.
Fonte : Antikitera.net

giovedì 31 ottobre 2013

Il Disco della genetica ?

Oopart : disco in pietra che rappresenta i segreti della vita ?

Il disco pesa 2 kg e misura 22 cm. di diametro, ritrovato in Colombia ora è esposto a Vienna al Museo di scienze naturali della citta'. Molti misteri ancora al riguardo. Il materiale di cui sembra essere composto è una pietra nera, la Lidite. Sulla datazione cè ancora qualche discordanza essendo materiale pietroso, ma al riguardo non sembrano esserci molti dubbi, risalirebbe a 6000 anni fa circa.


Il disco esposto a Vienna

La particolarita' dell' oggetto "fuori posto " sono le incisioni che rappresenterebbero su entrambe le facce, informazioni di carattere genetico. Lo scopritore del manufatto Jaime Gutierrez-Lega, sosterrebbe che vi siano rappresentate le fasi evolutive  tra una rana e l'uomo, cosa che lascia alquanto basiti i ricercatori , e anche me sinceramente. Altri dettagli che si possono notare sono la visibile presenza di organi genitali, spermatozoi, ovuli  e perfino la fecondazione dell’ovulo che si trasforma in embrione fino ad arrivare alla formazione del feto. Ma non finisce qua, infatti un altro mistero che avvolge la pietra è il metodo di lavorazione:  gli esperti escludono l’ipotesi di lavorazione manuale poichè per realizzarlo si sarebbero
impiegati circa 30 anni. E infine gli specialisti escludono esplicitamente che si tratti di un
falso prodotto in epoca moderna.

                                        Le due facce del disco






Il reperto risulta essere davvero interessante, carico di quei sani enigmi che ci riportano al solito dilemma : siamo davvero soli ? Oppure sono esistite civilta' molto evolute prima della nostra?