Nazca

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Nazca Lines Flights

domenica 22 dicembre 2013

Frogzilla

Non poteva mancare la scoperta di una rana gigante, carnivora e risalente a circa 70 milioni di anni fa ( ultima fase del Mesozoico ) ? Ovvio che no.  Il ritrovamento, svelato lo scorso 19 febbraio, è avvenuto in Madagascar. Il paleontologo David Krause della Stony Brook University di Stony Brook, New York, uno degli scienziati autori del rinvenimento, ha sostenuto che può trattarsi di un esemplare di Rana Beelze ( la "devil frog" ), un corpulento e massiccio anfibio che si nutriva principalmente di uova di dinosauro e piccoli rettili, in linea con il periodo storico. Simpaticamente viene identificata anche come Frogzilla nell'ambiente accademico.
Il suo nome è Beelzebufo Ampinga, proviene dalla parola greca Beelzebub, che significa diavolo; e da Bufo, parola latina che indica il rospo. Ampinga significa scudo, in riferimento alla morfologia dell'animale. La sua lunghezza era di 41 cm e poteva pesare quasi 5 chili.
Secondo Krause:  < E' probabile che Beelzebufo si nutrisse di lucertole, mammiferi, piccole rane, e persino di dinosauri, considerando le sue dimensioni >. Mentre per Susan Evans dell'University College di Londra "L'anfibio doveva essere piuttosto aggressivo". Oggi esiste una particolare specie di rane, presente in Sudamerica, che secondo gli studiosi potrebbe essere riaccompagnata per via genetica all'antico Beelzebufo. La specie sudamericana, infatti, è dotata di una bocca enorme e di piccole corna: proprio come Beelzebufo.
L'antica rana-mostro viveva in ambienti semi-aridi, dove trovava le prede più indicate per la sua alimentazione. Tuttavia non si tratta dell'anfibo più grande nella storia del nostro pianeta. Il primato infatti spetta al Prionosuchus, una specie simile al coccodrillo, vissuto circa 250 milioni di anni fa. Raggiungeva i 9 metri di lunghezza. Invece oggi la rana più grande del mondo vive in Africa occidentale, è lunga 33 cm e pesa "solo" 3.3 kg, ma non è carnivora; per fortuna dell'uomo e di tante altre specie viventi.

Beelzebufo

Fonte Focus.it

domenica 15 dicembre 2013

Se NIBIRU esistesse davvero ..?

Un articolo assolutamente completo ed interessante che spiega ed almeno in parte chiarisce l'ipotesi della  presenza di un  misterioso " pianeta dei Sumeri ", i quali  per primi ce ne tramandano l'esistenza e la storia..

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Nibiru, per gli antichi Babilonesi, era il corpo celeste associato al dio Marduk. Il nome viene dalla lingua degli Accadi e significa punto di " attraversamento " o " transizione ". Nella maggior parte dei testi babilonesi è identificato col pianeta Giove; nella tavoletta n. 5 dell'Enûma Elish potrebbe essere la Stella Polare, che a quel tempo non era quella di oggi, ma Thuban o forse Kochab.

Dalle traduzioni del Dott. Zacharia Sitchin :
Dai testi Sumeri e Babilonesi in caratteri cuneiformi, abbiamo appreso notizie circa l’esistenza di un pianeta supplementare, in aggiunta a quelli che oggi conosciamo, che orbita intorno al Sole e, quindi facente parte del nostro sistema dove la stella Sole occupa un fuoco dell’ellisse che descrivono i pianeti ruotando intorno a questa stessa stella.
Molti attribuiscono questo fatto al numero disponibile dalle dita delle mani, in altre parole 10 per noi uomini moderni come anche, se riferito ai Maya, il sistema matematico in uso era ventesimale; sembra proprio strano che quei popoli antichi potessero usare un sistema alla cui base era la dozzina e i suoi multipli. 

Vi è anche qualche considerazione da fare e che non è stata ancora avanzata tanto da contestare l’elencazione biblica circa i periodi di vita degli uomini antecedenti al Diluvio in cui gli anni vissuti da Adamo e successivi rasentano i mille anni, ma forse questa è un'altra storia..

Per misurare la precessione degli equinozi, tra gli antichi sumeri e in Babilonia, il cielo veniva diviso in 7 spicchi, ciascuno dedicato a uno dei 7 maggiori Anunnaki, ogni spicchio misurava circa 50 gradi sull'equatore celeste. Con la precessione l'equinozio di primavera si sposta nel corso dei secoli lungo l'eclittica, attraversando via via i vari spicchi in cui era diviso il cielo. Il passaggio del punto equinoziale da uno spicchio all'altro determinava l'attraversamento di una fascia di confine di circa 1,5 gradi, corrispondente a circa 3 volte il diametro apparente della Terra proiettata sulla Luna durante un'eclissi. Tale fascia di attraversamento era Nibiru, nella quale la sovranità del cielo non apparteneva ad alcun Annunaki particolare, e dunque gli dei potevano scendere sulla terra. Ogni 3600 anni si ripete il passaggio tra uno spicchio di cielo e l'altro, e si ha il ritorno di Nibiru.

Dopo i Sumeri, i babilonesi indentificarono a volte con Nibiru anche i pianeti Mercurio o Giove o Marte, che passavano in coincidenza nella zona crepuscolare verso sud all'alba e apparivano rosseggianti, sul cielo diviso in due dal sorgere del sole, ad est la luce e a ovest le tenebre, come simbolo del dio Marduk che divide in due il cielo. La posizione della fascia di attraversamento era misurata dai Babilonesi con uno strumento astronomico primitivo fatto a croce, che nel medioevo un astronomo ebreo fece conoscere in Europa e che è denominato Bastone di Giacobbe.


Sumeri - Anunnaki e Nibiru ?!

Qualche tempo fa è stata ufficializzata la notizia della scoperta di un dodicesimo componente del nostro sistema planetario, ma gli elaborati scientifici rimangono ancora in possesso della NASA (Ente Ufficiale degli Stati Uniti) perciò ad oggi possiamo solo basarci sulle informazioni che provengono dai Sumeri e di conseguenza, dalle traduzioni del dott. Sitghin e pertanto, teniamo buona l’indicazione di 3600 anni (secondo il nostro metodo temporale) il periodo di rotazione del pianeta intorno al Sole che per la terra è di solo 360 giorni.
Da questo unico elemento si deduce che la sua orbita è molto allungata e l’estremità esterna ovvero, quella opposta al Perielio raggiunge una elevata profondità nello Spazio Cosmico.

E’ probabile, ma non dimostrato che questo pianeta possa avvicinarsi non poco a qualche pianeta esterno di una stella della Costellazione di Orione se non addirittura fungere da “Pianeta Navetta” tra il nostro sistema ed un altro simile.
Da un paragone tra la velocità di rotazione della terra intorno al Sole nelle due posizioni limiti (Perielio ed Afelio) possiamo comprendere quelle del pianeta Nibiru ed anche, con buona approssimazione, la sua massa.
Dalla medesima fonte Sumera apprendiamo anche che da questo pianeta sarebbero trasbordati sulla Terra esseri viventi a cui i Sumeri diedero il nome di Anunnaki la cui traduzione significa “Coloro che dal cielo scendono” e proprio su queste presenze apparentemente lontane nel tempo su cui desideriamo soffermarci per comparare eventi ed in base ad essi, tentare di arrivare a formulare una ipotesi con cui lavorare e che potrebbe aprire la strada ad una ricerca Archeologica e scientifica veramente finalizzata a svelare molte constatazioni che oggi sono racchiuse sotto un manto di mistero


Una grande conferenza
, oltre a ricordare questi fatti, ne ha tuttavia messo in evidenza anche alcuni altri meno conosciuti, come ad esempio l'esistenza di un misterioso filmato, in possesso di un altro ricercatore indipendente, che ritrarrebbe Nibiru e sarebbe stato effettuato da una sonda spaziale in missione segreta per conto nientemeno che del Vaticano; sono state mostrate inoltre alcune informazioni su un ipotetico pianeta X ed una non meno misteriosa Dead Star ("stella morta", che potrebbe essere una nana bruna binaria compagna del Sole intorno alla quale ruota Nibiru) contenute sorprendentemente in una enciclopedia per ragazzi, quasi a voler far trapelare intenzionalmente dosi omeopatiche di notizie sul tema. In sostanza, il relatore ha fatto intendere che sulla questione del pianeta X le fonti ufficiali non ce la stanno raccontando giusta e stanno nascondendo informazioni al pubblico, ipotizzando inoltre un ruolo importante da parte del Vaticano nella vicenda. L'ipotesi che velatamente emerge è quella della reale esistenza di questo astro, che starebbe facendo il suo ingresso nel sistema solare e potrebbe rendersi visibile entro alcuni anni, portando sconvolgimenti di notevole portata, uno dei quali sarebbe l'attuale global warming. A tutto questo va poi aggiunto che al mistero di Nibiru si accompagna inevitabilmente quello della relativa, ipotetica razza aliena che lo abiterebbe, e che sarebbe una popolazione di semi-dei giganteschi (Anunnaki in sumerico) citati in moltissime tradizioni antiche e anche nella Genesi col nome di Nefilim.

Basta fare una semplice considerazione che riguarda il nostro sistema circa il computo degli anni per vedere come, fino ad oggi non si è tenuto conto del fatto che quando affermiamo che un uomo ha l’età di cinquanta anni facciamo un riferimento a quante orbite complete la terra ha compiuto ruotando intorno al Sole e che quell’essere ha vissuto.
Per questa ragione e, se ammettiamo veritiera l’ipotesi della presenza del dodicesimo componente del sistema solare, troveremo molte spiegazioni ai tanti misteri che ci circondano.


LA QUESTIONE SUMERA. - Ricapitolazione -

Perché dodicesimo, se fin qui abbiamo parlato di un decimo pianeta?
Semplice: i Sumeri consideravano il nostro sistema composto da undici pianeti, comprendendo il Sole e la Luna, quindi il pianeta che giungeva dai confini del cielo era il Dodicesimo.
Un sigillo conservato al Museo di Berlino mostra un Dio circondato da 12 pianeti e ben 24 piccoli globi rappresentanti delle lune. Nel nostro sistema solare il numero delle lune dei pianeti presenti, fino alla scoperta di altri satelliti intorno a Giove e a Saturno, dal 1979 al 1981, erano in effetti ventiquattro.
Al di là del fatto che rimane un mistero su come i Sumeri vennero a conoscenza di questo dato, dobbiamo credere che vi erano anche dodici pianeti. Ridotti ad undici dopo la collisione, contando sempre il sole e la luna. Il dodicesimo era indicato come quello dei Nefilim, chiamati anche Anunnaki. Il vocabolo Anunnaki significa "quelli che dal cielo vennero in Terra"; ritroviamo dunque i caduti, i Nefilim, i duecento Veglianti che scesero sul Monte Hermon.
Veniva chiamato Nibiru, che significa "Pianeta dell’Attraversamento"; il suo simbolo era un globo alato, figura frequente in tutte le antiche civiltà come gli Ittiti, gli Assiri, i Babilonesi, gli Egizi.
Il numero 3600, in sumero, viene scritto come un grande cerchio. Il pianeta veniva chiamato anche "Shar" che significa cerchio completo e indica pure il numero 3600. Poteva essere visto anche di giorno "visibile all’alba scompariva dalla vista al tramonto". Un grande pianeta rosso scuro che, come molte comete, appariva e scompariva alla vista della Terra. Rappresentato graficamente da una "Croce" formata dall’incrocio di due caratteri cuneiformi.

To be continued ..

Fonte Flyingobject.altervista.org

martedì 10 dicembre 2013

Sondaggio : perche' porta sfortuna il Venerdi' 13

RISPOSTA
Molto è stato detto sulla fine dell'ormai mitico ORDINE DEL TEMPIO, su quel venerdì 13 dell'ottobre 1307, quando tutti i cavalieri templari del regno di Francia furono arrestati in un solo colpo.
Non si può non riconoscere che il processo contro i templari fu un vero e proprio dramma, che colpì non solo l'Ordine, ma anche la storia della Chiesa.
Il processo, infatti, non solo segnò la fine di un Ordine cattolico oltre che militare, ma vide l'istituzione ecclesiastica soccombere alle pressioni del potere regale francese, vero promotore dell'attacco.
Il tragico epilogo dell'affaire fu segnato, dopo le accuse infamanti, dalle confessioni sotto tortura ed infine dai roghi.
Alle fiamme non si sottrasse neppure l'ultimo Gran Maestro dell'Ordine, Jacques de Molay.
Da allora il venerdi' 13 è considerato ancora un giorno infausto.

Da Wikipedia invece sul conto del venerdi' 17:
  • Anche riguardo l'origine del 17 sfortunato sussistono diverse ipotesi: una delle più avvalorate riconduce la credenza al latino in quanto il numero 17 si scrive XVII, che anagrammato diventa VIXI (ho vissuto, quindi "sono morto"); 

Sigillo Templare - 2 cavalieri montano 1 cavallo solo, in segno di umilta' e fratellanza

domenica 8 dicembre 2013

Una piramide sotto l' Oceano Atlantico

Un marinaio portoghese sembra abbia trovato una piramide sotto l’Oceano Atlantico, esattamente nelle Isole Azzorre, alta circa 60 metri di altezza e con la base di circa 8.000 metri quadrati, vale a dire, più estesa di uno stadio da calcio.

Silva Diocleziano con la sua nave si trovava nell’arcipelago delle Azzorre (composto da nove isole)  e tra  le isole Terceira e San Miguel. Con l’aiuto di un grafico batimetrico ( da Wikipedia - la batimetria è una branca dell'oceanografia che si occupa della misura delle profondità, della rappresentazione grafica e dello studio morfologico dei fondali marini e lacustri. ) , una procedura che mostra il rilievo del fondo marino e fornisce ulteriori informazioni sulla navigazione di superficie, Silva ha scovato una piramide alta 60 metri e la base si estende su una superficie di circa 8.000 metri quadrati . Per ora si suppone che la struttura sia di origine naturale. Osservando il video in questione, personalmente trovo che la base della costruzione appare fin troppo squadrata alla perfezione. Questa scoperta ha sollevato la curiosita' della comunità scientifica e del governo regionale che sta indagando su questa scoperta con il supporto della Marina portoghese. La Radio e Televisione del Portogallo (RTP) ha parlato di questa scoperta ed evoca la leggenda di Atlantide.


Fonte : segnidalcielo.it

mercoledì 4 dicembre 2013

La citta' perduta dei Vichinghi

Una città di ottocento anni fa è stata dissotterrata in Germania ed è forse uno dei primi insediamenti vichinghi censiti nella storia.
Scavi in corso a Fusing, vicino il confine con la Danimarca, inducono gli archeologi a ritenere che si tratti della perduta città di Sliasthorp, annotata dagli scribi del grande Carlo Magno nell’804 d.C.  Usata come sede militare dai primi re scandinavi, Sliasthorp è rimasta celata  sino ad oggi – ha dichiarato Andres Dobat dell’Università di Aarhus in Danimarca.  Che sia o no  Sliasthorp il sito offre importanti conoscenze sull’organizzazione militare e sulla pianificazione delle città agli albori della civiltà vichinga. Grazie alle fotografie aeree e a indagini geomagnetiche, gli studiosi sono riusciti a individuare almeno 200 costruzioni, sulle quali svetta un edificio ad uso comune dell’ampiezza di 30 metri per 30.  I resti della struttura sono carbonizzati probabilmente a causa di un violento attacco: punte di frecce incastrate nei muri del palazzo fanno sospettare che a un certo punto sia stato dato alle fiamme. Dei caltrop, ossia piccole armi di metallo dotate di puntali, furono sparse per terra all’ingresso del complesso affinché fossero calpestate dai nemici, o perché ne fossero vittime i cittadini una volta fuggiti dalla struttura in fiamme.

Nell’area residenziale sono stati trovati gioielli preziosi, perline di vetro e monete d’argento. La città risalirebbe allo stesso periodo di una roccaforte situata nelle zone adiacenti, conosciuta come Danevirke; un apparato di difesa lungo 30 chilometri costruito dai Danesi nel 700 d.C. E’ lampante che il sito appena scoperto sia in relazione con quello di Danevirke – ha dichiarato Dobat.

 Sliasthorp - NationalGeographic. 

Considerando che il centro abitato fu costruito nell’804 d.C. è possibile che Sliasthorp fosse impiegata come base dal re vichingo Gotrik, meglio conosciuto come Godfred il quale accomodo' e irrobustì  la fortificazione di Danevirke nei primi dell’800 a seguito dell' incombente minaccia dovuta all’espansione dell’impero franco verso il nord. Precisamente quando la Scandinavia venne "puntata" dagli amanuensi ( copisti ) franchi. Nonostante la città fosse priva di fortificazioni, il sito era circondato da acqua e terra umida pertanto l’accesso era ristretto a una lingua di terra. La città era formata da piccole case di legno e fango o da abitazioni interrate e probabilmente fungeva da dormitorio per i soldati vichinghi. Era utilizzata da guarnigioni che soggiornavano nel territorio per periodi limitati a proteggere la città di Danevirke. Probabilmente dalla città, re e luogotenenti controllavano i commerci e gli accessi alle regioni limitrofe. Hedeby, un porto internazionale per il commercio era situato ad appena 4 chilometri dall’insediamento; lì risiedevano commercianti provenienti da tutto il mondo, bravissimi artigiani e la crema della societa'  scandinava. Il ritrovamento fornisce importanti informazioni riguardo lo sviluppo commerciale dei vichinghi, cosa che gli scavi precedenti non aiutavano a comprendere totalmente.

Fonte: NationalGeographic.com

lunedì 2 dicembre 2013

E' la nascita della nostra storia ?

Genesi 11,1-9

1 Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. 2 Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. 3 Si dissero l'un l'altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. 4 Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». 5 Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. 6 Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. 7 Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro». 8 Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. 9 Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.


La preistoria archeologicamente parlando, finisce quando viene inventata la scrittura, permettendo quindi all'uomo di registrare gli eventi importanti, gli stati d'animo, le sue credenze ecc, e di tramandarli ai posteri. Difatti, di cio' che avvenne prima non si ha memoria. Al massimo si puo' intuire solo qualcosa raccontata da fossili, utensili, scheletri. Sempre secondo l'archeologia, i primi esempi di scrittura sono quelli sumeri ed egizi, databili grosso modo al 3000 avanti Cristo, quindi quella è la data ufficiale dell'inizio della storia. E' come, sottilizzando il concetto, se noi conoscessimo tutto o quasi di noi da 5000 anni a questa parte; da 5001 anni fa il vuoto ...
Apro questo articolo  con un passo della Genesi, nel quale si narra della nascita di un linguaggio umano "originale". In base ai dati finora conosciuti tuttavia, non è mai esistito un idioma comune a tutto il mondo. Ebbene non sarebbe esattamente cosi. Nel 2010 è comparsa una notizia nella sfera dell'archeologia conosciuta che ha posto nuovi quesiti . La relazione grosso modo parlava di questo : < Analizzando gli affreschi presenti in numerose caverne famose risalenti al neolitico/paleolitico, Genevieve Von Petzinger e April Nowell, entrambe studiose inviate dall'Universita' di Victoria - Canada , hanno fatto un'importante scoperta. Accanto ai dipinti, hanno portato alla luce numerosi segni di svariati tipi finora trascurati, che in seguito hanno catalogato in un database, scoprendo che 26 di quegli indizi si ripetevano nei vari siti archeologici. >
Secondo le due ricercatrici, non si tratta di segni casuali, ma di un linguaggio vero e proprio. Inoltre cosa ancora piu' importante, la ricerca ha condotto gli studiosi ad esaminare altre locations sparse per il mondo, trovando gli stessi simboli in molti siti preistorici, in diversi continenti perfino.


Toro, pittura su intonaco - arte bidimensionale - Turchia, VI millennio a.C.


Come mai fino ad oggi, nonostante tutte le ricerche svolte, non sono mai stati scoperti oppure osservati questi idiomi? Semplicemente sono stati trascurati , poiche' i ricercatori si sono concentrati sui grandi disegni delle grotte. In principio anche i dipinti preistorici furono ignorati dalle comunita' scientifiche. Nel 1879 la figlia di appena sei anni di un archeologo, scopri' reperti "troppo belli e ben fatti", che non collimavano assolutamente con gli standard dei "bestiali cavernicoli", e per circa un ventennio furono ritenuti non autentici dagli accademici.

Purtroppo attualmente la traduzione non è ancora possibile. Ma se davvero si tratta di una forma di scrittura precedente a tutte le altre e comune a tutto il mondo, significa che in epoche remote è esistita una civilta' in grado di realizzarla e di diffonderla in tutto il pianeta.
Solamente una parte dei testi incisi sulla roccia e' sopravvissuta, mentre eventuali manufatti lavorati su materiali deperibili si sono deteriorati  con il passare inesorabile dei millenni.

Un esempio ricorrente e senz'altro piu' lampante di "segno" o "idioma", se di linguaggio simbolico vogliamo parlare, è il classico Toro. Il Toro era una divinita' e non era ancora stato addomesticato. Pertanto la scena di caccia potrebbe anche essere interpretata come immagine del Toro protettore della caccia, e per questo in primo piano.
Il culto del Toro lo troviamo sopratutto nella Francia meridionale, al confine con l'Italia sul Monte Bego a 80 Km da Nizza. Sono incisioni rupestri (arte bidimensionale) realizzate verso i 2500 m di quota e datate attorno a 3800-3600 anni fa (Eta' del bronzo). Sono oltre 100.000. Per la maggior parte raffigurano teste di toro, realizzate in uno stile fortemente schematico, con testa quasi triangolare e lunghe corna.

Fonte Mistero.xoom.it

giovedì 28 novembre 2013

Giganti: scienza o inganno ?

PREFAZIONE
Lascio il servizio tale e quale, è perfetto cosi', almeno dal mio punto di vista, è cio' che penso realmente da tempo ormai, nulla in piu' da aggiungere. Giudizio sottolineo personale, ma che chiaramente suggerisce se non altro logiche conclusioni sul perche' di enormi costruzioni 'impossibili', manufatti inusuali, oggetti inutilizzabili da qualsiasi cosiddetto uomo, strutture magalitiche che sfidano millenni ..  Sull'esistenza di uomini giganteschi che hanno popolato in lungo e in largo la nostra stessa terra se ne parla troppo, forse troppo poco, o forse solo nel modo sbagliato. A molti potra' sembrare una classica fiaba della buona notte da raccontare ai bambini quando fuori imperversa un temporale, ad altri il solito fake partorito dalla rete, qualcuno potrebbe aprire gli occhi su di un pianeta inesplorato e seppellito nella notte dei tempi, un approccio differente al mondo dell'archeologia e la religione, ognuno di noi si è fatto o si fara' un'idea. Di certo è che gli scheletri, interi o parziali che siano esistono, ogni tanto ricompaiono, a volte spariscono. Di certo esistono anche i falsi, fotomontaggi, alterazioni digitali. Spesso le foto che girano on line sono quasi sempre sgranate, chissa' come mai. Ma per la legge dei numeri, o dei resoconti di coraggiosi professionisti non intimoriti dai dispotici insegnamenti scolastici, forse vale la pena leggere quanto sotto...

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"In quel tempo c'erano sulla terra i giganti, e ci furono anche in seguito, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, ed ebbero da loro dei figli.

Questi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi.
Il SIGNORE vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo.
Il SIGNORE si pentì d'aver fatto l'uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo.

E il SIGNORE disse: "Io sterminerò dalla faccia della terra l'uomo che ho creato: dall'uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli dei cieli; perché mi pento di averli fatti".
Ma Noè trovò grazia agli occhi del SIGNORE.
Genesi 6:1-8"


Questo e' quanto narra la Bibbia su i giganti.
Anche testi Sumeri, pur se in modo diverso e con una infinità di dettagli particolari, narrano di esseri che scesero dal cielo sulla terra.

Era una comunità di persone, uomini e donne, che veniva dal pianeta Nibiru e che appartenevano al popolo degli Anunnaki. Erano di proporzioni gigantesche e si stanziarono sulla terra " dicono le tavolette sumere " perché avevano bisogno dell'oro.

Secondo questi racconti, sia gli uomini che le donne Anunnaki, si unirono agli esseri umani ed ebbero dei figli.
Secondo molti, gli Anakim, di cui parla la bibbia, sarebbero i discendenti degli Anunnaki di cui Anakim sarebbe la traduzione ebraica.

Altri riferimenti a giganti si trovano in altre culture antiche, nei miti greci troviamo i miti di Atlante e Prometeo e dei ciclopi, ma anche presso i siriani e gli ittiti si trovano miti di una antica razza di giganti, ma spesso la storia si trasforma in mito ed in leggenda, così i giganti vengono confusi con gli dei, così a Ras Sham Ra si trovano delle tavolette in cui si narra che Baal fu ucciso dagli invasori, ma Baal era un gigante e solo in epoche successive fu visto come un dio malvagio.
In ogni angolo della terra vi sono riportate storie simili, in india, in Thailandia, in America (i Maya parlavano dei giganti Quinatezmin), nel "Manoscritto messicano di Pedro de los Rios" si legge: "Prima del diluvio che si verificò 4008 anni dopo la creazione del mondo, la Terra di Anahuac era abitata dagli Tzocuillixeco, esseri giganteschi...", così come troviamo raffigurazioni di giganti in antichi templi, statue di esseri alti 4-6 metri o più.

Questi testi, erano solo un modo per raffigurare personaggi a cui si voleva dare importanza? Le grandezze delle statue rappresentavano la grandezza dei personaggi? Chi erano questi giganti? Sono mai esistiti oppure e' solo fantasia degli scrittori? Erano uomini o esseri celesti?

Le domande abbondano a differenza delle risposte spesso inesistenti perche' boicottate dal mondo accademico.
Eppure le prove dell'esistenza dei giganti sono ben visibili e tangibili in tutto il mondo: Nel 1577 a Willisau, nel cantone di Lucerna, venne alla luce uno scheletro dalle ossa enormi.
Le autorità della zona si affrettarono a convocare una commissione di esperti capeggiata dal anatomista elvetico Plater, di Basilea. Gli studiosi rimasero perplessi, ma dinanzi al parere del grande specialista chinarono il capo.
Plater dichiarò che si trattava senza ombra di dubbio di resti umani, nonostante la loro mole fosse alquanto insolita.
Lo scheletro era incompleto ma l'anatomista lo ricostruì sulla creta: ne risultò il disegno di un titano alto 5, 80 metri! Fu battezzato "il gigante di Lucerna" e le sue ossa furono orgogliosamente esposte in una sala del municipio.




Nel 1895 Mr. Dyer nel corso di attività minerarie nella contea di Antrim, in Irlanda, scoprì un gigante fossilizzato.
L'altezza che presentava era di 3, 70 metri, e in più il piede destro presentava sei dita.
Nel MT. Blanco Fossil Museum (USA) è conservato un femore umano lungo "quasi" quanto la statura di un uomo medio, ritrovato in Mesopotamia.
L'uomo sarà stato alto almeno circa 5 metri.
Gargayan: scheletro umano alto 5, 18 metri.
Ceylon: resti umani di individui alti certamente circa 4 metri.
Zone sud-orientali della Cina: ossa umane di individui alti certamente più di 3 metri.

Furono anche trovati attrezzi dalle dimensioni sconcertanti che per essere maneggiati bisognava avere una forza impressionante e si deve essere alti non meno di 4 metri: 500 asce bipenni del peso singolo di 8 Kg.

Tura, nell'Assam (Pakistan occidentale): scheletro umano dell'altezza di circa 3, 35 metri.
Cina meridionale: denti grossi circa sei volte di più dei nostri e sono denti appartenuti ad un uomo gigante.
Isole di Giava 1940: una mascella inferiore appartenente ad un uomo alto certamente circa 3, 50 metri per le sue proporzioni.
Nel Tibet: Sven Hedin affermò di avere visto mummie gigantesche nascoste in luoghi molto profondi. 0

Quando sentite parlare di uomini giganti, date per scontato che si parla di esseri mitologici o fantascientifici o di invenzioni del tutto fiabesche. Tutto ciò però è lungi dall' essere falso o leggendario.

L'esistenza dei giganti è stata documentata da testi scritti e da ritrovamenti archeologici.
Risulta difficile credere a ciò perchè nessuno vi ha dato modo di farvi credere, eppure se vi parlano di dinosauri non avete difficoltà a credere in una lontana loro esistenza.
L'archeologia tradizionale si basa su dei principi inderogabili che fanno affidamento alla Teoria dell'Evoluzione Darwiniana.

Con questo tutto ciò che non rientra negli scritti e nei concetti del Darwinismo diviene scomodo e inaccettabile per la storia perchè non fa parte dell'evoluzione scritta secondo Darwin e vanno a riempire gli scantinati dei musei di oggetti non classificati o se del tutto scomodi vengono distrutti;questi oggetti prendono il nome di OOPARTS.


Fonte Web


Quindi potete ben capire come alcuni ritrovamenti archeologici possano divenire scomodi a mantenere l'evoluzione e l'archeologia tradizionalista.
Avete difficoltà a capire tutto ciò perchè semplicemente non siete stati abituati a credere, perchè qualcuno ha creato un canale mistificatorio, affinche giungesse nella nostra cultura come qualcosa di mitologico.
Tutto questo perchè l'archeologia si prende carico di far passare solo quello che non possa sconvolgere il sapere di cui siamo stati allevati... altrimenti crollerebbe tutto il sapere di anni di studi e si finirebbe per non dar più credito più all'archeologia.

Per questo motivo molti archeologi si sono staccati dai tradizionalisti perchè si sono ribellati nel non voler far passare la menzogna, ma solo il sapere vero e il loro compito era quello di impegnarsi nel far passare tutto ciò che era la verità anche se alcune scoperte avrebbero potuto suscitare uno scompiglio culturale mondiale, ma a loro interessava comportarsi da "Archeologi", da coloro che studiano i reperti.
Quindi anche reperti autentici come si dimostrano gli scheletri dei "Giganti" sono stati manomessi fino a gettarli nel canale degli OOPARTS"reperti fuori da ogni logica".

Per concludere, sono questi i giganti di cui parla la bibbia? Sono stati forse questi mitici "giganti", le cui tradizioni, e i resti fossili, sembrano essere presenti da un capo all'altro del mondo, a costruire i siti megalitici come Stonehenge, Sacsahuaman, Giza e tanti altri che sembrano sfuggire ad ogni logica costruttiva riferita a quei tempi? E forse queste antiche tradizioni di esseri giganteschi e le prove della loro esistenza, che sembrano ogni tanto emergere dalle nebbie del passato e dalla terra del presente, possono essere collegati ad altri miti come quelli dello yeti e dei bigfoot? Alla scienza le risposte, anche se questa, spesso, oltre a non rispondere a ciò che non conosce, nega ciò che sa.


Fonte Taringa.net

Fonte http://progettohorizon.forumcommunity.net/